Lander II

Ieri sera siamo andati al Pandora (ex Recalde), bar ora a Gros, quartiere “periferico” di Donostia. A parte il fatto che i proprietari regalano agli stranieri dei piccoli opuscoli con parole ed espressioni tradotte dal basco in altre quattro o cinque lingue, è un posto in generale molto carino.

Ieri poi era pintxo pote da loro (di solito è giovedì negli altri bar). Sarebbe l’equivalente dell’happy hour: una coca e un pintxo per 2€. Il pintxo da solo costa 2,20€ normalmente… Fate vobis.

In ogni caso, eravamo lì a chiacchierare – come al solito in almeno tre lingue diverse alla volta – quando una ragazza ci ha chiesto se avevamo una sigaretta e perché parlassimo così tante lingue insieme.

Le abbiamo detto che siamo di Albaola (“World carpenters unite!”) e lei ci fa: “ah, ma noi avevamo una vecchia barca che è rimasta per anni chiusa in un magazzino perché l’ormeggio costava troppo e alla fine l’abbiamo regalata ad Albaola…”

-“Per caso si chiamava Lander?” .-“Sì!”

Grande entusiasmo generale.

In pratica abbiamo beccato assolutamente a caso la nipote del proprietario di una barca su cui stiamo lavorando noi dell’Aprendiztegi come “side project”, diciamo.

Manuel, che era con noi ieri sera, fa un po’ da capo-cantiere ed è quello che lo sta seguendo di più, ma un po’ tutti ci stiamo alternando a grattare la vernice, calafatare, stuccare e ora ripitturare.

Ovviamente l’abbiamo invitata a venire a vedere i lavori. Speriamo in un varo a breve, ché sta iniziando la bella stagione!

Ezpainzapiak

(che volendo si può dire anche ahozapiak)

Una cosa che salta all’occhio è che i fazzolettini dei bar qui non pubblicizzano marche di caffé, ma vengono utilizzati per fare propaganda vera e propria.

Ecco una rapida galleria che ho raccolto in questi giorni:

Il primo è quello dell’Antxeta, riprende lo slogan che qui si vede scritto dappertutto: “Prigionieri baschi a casa!”. Adesso che l’ETA ha deposto le armi e l’indipendenza non è più un argomento di discussione quotidiano, la lotta si è spostata sul far trasferire nelle carceri basche coloro che sono stati imprigionati (con accuse di terrorismo etc) e “esiliati” in carceri il più lontane possibili. La richiesta è che possano essere spostati più vicini alle loro famiglie, per facilitare le visite.

Il secondo è abbastanza chiaro (anche perché il disegno è in castigliano): “No significa no – no alla violenza contro le donne”.

Il terzo (dello stesso bar del secondo) è ovviamente una trainera, perché se non ci mettevano una barca non erano contenti.

Liburutegia

Ad Albaola c’è una biblioteca. O meglio, ad Albaola ci sono dei libri. Libri che parlano di barche, principalmente. In francese, castigliano, basco, inglese… Anche materiale di un certo valore.

La biblioteca però non è davvero tale, perché non è aperta al pubblico.

A dirla tutta, non è nemmeno aperta a noi “interni”. O meglio, possiamo chiedere di andarci e ci danno le chiavi senza problemi, ma non si possono prendere libri in prestito. Questo perché non c’è un registro di cosa esce e cosa entra e in passato è successo che alcuni libri non siano mai tornati. Non c’è nemmeno una vera catalogazione dei volumi, o un qualsivoglia ordine.

Le tegole in alto a destra dovrebbero essere Dewey 695 “roof covering”

L’idea sarebbe di rendere tutti questi libri fruibili quantomeno a noi della scuola, intanto. Sarebbe bello poi chiedere a tutti quelli che passano di qui come volontari etc. di portare un libro sulle loro barche tradizionali o qualcosa del genere.

Per fare questo, si pensava di affrontare l’improba fatica di indicizzare tutti i volumi, suddividerli in maniera intelligente e creare un registro su cui si possa segnare chi ha preso cosa e entro quando lo deve restituire.

Ho trovato su internet questi software open-source, che potrebbero essere un buon punto di partenza, qualcuno li conosce? (Martina, sto guardando te)

VuFindKohaEvergreenGreenstoneOpenBibilo, PMB 

Se riesco a mettere insieme un buon piano d’azione posso propormi di fare questo lavoro durante la mia prossima watch-week.

Korrika

Oggi la korrika è passata da Albaola e io in quanto studente dell’Aprendiztegi e dell’Euskaltegi sono stato designato tedoforo insieme a Eider, una delle guide (almeno uno dei due parlava basco per davvero). http://www.korrika.eus/en/

Il numero sulla pettorina corrisponde al chilometro corso

Che roba è? Adesso lo spiego a chi non ha ancora googlato il titolo del post. https://it.wikipedia.org/wiki/Korrika

In pratica dal 1980 la Alfabetatze Euskalduntze Koordinakundea organizza ogni due anni questa specie di maratona a staffetta, che per l’edizione odierna durerà 11 giorni (finirà domenica) percorrendo in totale più di duemila chilometri, con corridori che si alterneranno giorno e notte ininterrottamente.

Si tratta di un evento per raccogliere fondi in favore delle scuole di basco, secondo una specie di sistema di “sottoscrizione” per cui chiunque voglia può “comprare/sponsorizzare” un chilometro e ottenere quindi il diritto di correrlo.

Albaola l’aveva fatto la scorsa edizione, quando il testimone è stato portato in barca a remi fino qui, mentre quest’anno ha fatto il giro inverso, ripartendo da Albaola in barca dopo che noi gli abbiamo fatto attraversare tutto l’edificio.

Korrika 20 ALBAOLANAtzo Korrika Albaolatik pasa zen, une hunkigarriak eta irudi ikusgarriak utzi zituen. Peter Dayton,…

Publiée par Albaola Itsas Kultur Faktoria sur Mercredi 5 avril 2017

Erano tutti molto gasati e carichi anche se erano le dieci di sera ormai. La folla era veramente molta, considerata l’ora e il fatto di essere a San Pedro… È chiaro che si tratta di una manifestazione davvero molto sentita.

C’è anche una canzone con video ufficiale. Non serve che vi dica che è ovviamente tamarrissima.

Wikipedia mi dice che l’idea è stata ripresa per varie altre lingue nel mondo,ma non so se con la stessa popolarità che gode qui.

“Tipi tapa tipi tapa Korrika!”

Giorgio

Oggi ero sul San Juan e da sotto mi urlano che c’è un mio amico all’ingresso.

Non sto aspettando nessuno, mi immagino che potrebbe essere qualcuno del corso di basco a cui ho detto di passare dal museo un qualche giorno, ma è strano perché li ho visti ieri sera e non mi hanno detto nulla di una possibile visita.

All’entrata c’è forse l’ultima persona che mi sarei aspettato di trovare: Giorgio.

Eccoci sull’impalcatura a fianco della prua del San Juan

Ho conosciuto Giorgio mentre ero in Erasmus a Monaco di Baviera, nel 2009/2010 e da allora ci siamo rivisti forse una sola volta qualcosa come otto anni fa (non sono bravo a mantenere questo tipo di rapporti, si vede?).

Sapevo che adesso vive e lavora a Barcellona, ma è passato di qua prendendosi qualche giorno con l’obiettivo di fare il pezzo di cammino di Santiago da Irun a Bilbao, che ancora gli mancava.

Insomma, per farla breve è passato proprio davanti ad Albaola e il posto gli è sembrato famigliare. Si è ricordato del mio post su Facebook in cui dicevo che mi sarei trasferito nei Paesi Baschi a costruire barche e visto che non rispondevo su Messenger ha chiesto all’ingresso di me… #carrambata

È stata una vera sorpresa che mi ha fatto stra-piacere. Alla fine si è fermato il pomeriggio a fare il volontario qui, si è beccato il compleanno di Remi la sera e la mattina dopo siamo andati fuori in barca a remare prima che lui ripartisse e io tornassi a lavoro.

Mi ha messo la voglia di fare il cammino anch’io.

Ma il bello è che per pasqua andrò con Rita proprio a Barcellona! Ci si vedrà là.

Bonus track: i Vostri in dolce compagnia sulla metro per Klinikum Großhadern qualche annetto fa

Ezekieltz

Oggi finalmente c’è stato il varo del batel Ezekieltz!

Iniziato da Javier l’anno scorso, ci hanno poi lavorato sopra un po’ tutti, incluso il sottoscritto nel periodo di prova che ho fatto a ottobre (e poi coi remi).

Maribeltz e Ezekieltz

Non ho fatto foto perché avevo una barca in mano, ma sull’Instagram ne ho vista qualcuna (seguite i profili @albaola_faktoria e @woodminded se volete vedere cosa succede da queste parti, oltre al mio ovviamente).

Ecco un breve video montato da Ainara, la morosa di Jabi

Un po’ di rassegna stampa:

http://www.albaola.com/en/site/news/257/el-batel-ezekieltz-al-agua

https://www.diariovasco.com/culturas/patrimonio-naval-renueva-20190411000849-ntvo.html

https://www.donostitik.com/pasaia-botadura-festiva-de-ezekieltz-un-batel-replica-de-otro-de-1940/

https://www.noticiasdegipuzkoa.eus/2019/04/11/ocio-y-cultura/albaola-bota-un-nuevo-batel-tradicional

https://www.eitb.eus/es/radio/radio-euskadi/programas/boulevard/detalle/6329229/botadura-ezekieltz-mikel-leoz-tecnico-patrimonio-maritimo/

https://www.eitb.eus/es/cultura/videos/detalle/6329309/video-albaola-recupera-batel-maribeltz-crea-su-replica-ezekieltz/




Zerocalcare 2

Oggi ho preso mezza giornata libera per andare a sentire la presentazione del secondo volume di “Macerie Prime” tradotto in basco.

Da quel poco che c’era scritto sui due siti che ne parlavano, avevo capito che sarebbe stata a Pasai Antxo. http://acquastanca.eu/2019/04/07/zerocalcare/

La cosa in effetti era un po’ sospetta, ma d’altronde a mia discolpa era sospetto anche il fatto che si trattasse di un martedì mattina.

Fatto sta che lì c’era l’ufficio della fondazione che aveva organizzato l’incontro, che invece si sarebbe tenuto in un luogo molto più consono: il Komikigunea di Donostia.

http://www.kulturaldia.com/eu/irakurketa/komikigunea-comic-meeting-point/

Si tratta di un “centro di documentazione” del fumetto, che contiene un archivio ricchissimo (oltre 30.000 esemplari) visitabile solo su appuntamento e aperto a tutti, anche se pensato principalmente per i ricercatori. Sara, se mi leggi batti un colpo e rosica un pochino 😀 http://www.kulturaldia.com/lectura/los-tesoros-de-komikigunea/

Pur essendo arrivato con mezz’ora di ritardo in sala c’erano probabilmente una ventina scarsa di persone, incluso l’autore e la gente della casa editrice, Farmazia Beltza.

Il firma-copie, con una coda composta da cinque persone si è concluso con noi al bar con Zerocalcare che si beve un mosto (per una volta non sono stato l’unico a ordinarlo).

Ecco le prove (sì, ho tagliato i capelli e non ho sentito il “sorridete!”)

Ecco qua la dedica sul primo volume di “Macerie Prime” che ho ri-ri-ri-ri-ricomprato, dato che tutti i miei fumetti suoi sono rimasti in Italia.

Armadillo con basco in gondola che parla euskera mi sembrava una buona dedica

Pranzo con le due erasmus e il dottorando conosciuti alla presentazione, con tanto di gelato e rientro ad Albaola.

P.s. Insieme al fumetto, ieri ho comprato anche questa bellissima borsa:

Notare la toppa di Chomsky

Facal Diecinueve

Il Facal Diecinueve è il rimorchiatore di sinistra, giusto in fronte al Begihaundi

La notizia della settimana e forse, di certo per la cronaca locale, dell’anno è il volontario di Albaola che domenica sera è caduto in acqua sbattendo la testa contro la barca ormeggiata al porto rischiando così di morire affogato.

Io e la mia vecchiaia eravamo già rientrati, quando vedo sulla chat della scuola messaggi che dicono che il tipo stava andando all’ospedale. Remi e Fede si sono buttati in acqua per ripescarlo, mentre Dani era sul ponte del rimorchiatore e gli ha buttato una corda per tirarlo su.

Era incosciente, se non ci fosse stato nessuno con lui sarebbe semplicemente andato a fondo…

Alla fine sono rientrati dall’ospedale alle tre di notte. Insomma, un fine settimana non molto riposante.

Una foto d’archivio con Manu pericolosamente vicino alla sponda della banchina del porto

P.S. Essendo questo un post a posteriori, con falsa data, posso dirvi anche che poi martedì il tizio è stato di nuovo male, è arrivata l’ambulanza a prenderlo ma lui si è rifiutato di farsi ricoverare perché diceva che avrebbe dovuto pagare… Non c’è stato verso di spiegargli che in Europa si è coperti dalla sanità pubblica e che anche se era francese non sarebbe successo niente. Alla fine i santi Remi e Dani l’hanno portato in macchina al pronto soccorso di Baiona (fortuna che siamo vicini al confine qui). Surreale.

“A la novia”

L’altro giorno avevo parlato un po’ di pelota basca (http://acquastanca.eu/2019/03/28/pilota/) e avevo scritto di aver trovato su Wikipedia che l’ultimo punto viene detto “A la novia”, ovverosia “dedicato alla fidanzata”.

Oggi stavo guardando questo documentario girato dai nazisti negli anni ’40 (a un certo punto lo si può capire molto facilmente, chi l’ha girato) e nella parte che parla della pelota c’è proprio il conta-punti (o canta-punti, visto che vengono annunciati cantando) che dice proprio “a la novia” (min. 8:30):

Fa impressione anche vedere come tutti indossassero il basco, ma proprio tutti-tutti. Adesso se ne vedono molto pochi in giro.