Avevo in mente di scrivere due righe con le prime impressioni ma alla fine mi son perso e niente, vi lascio questa foto con vista del posto dove lavoriamo (a destra le gradinate dove siedono i visitatori del museo che passano a guardarci lavorare).
Rapida carrellata: in basso a sinistra c’è Ezekieltz, la copia della barca in basso a destra, una tradizionale barca basca che si chiama Maribeltz. Quella capovolta in alto a sinistra non ricordo come si chiamerà, ma è una barca fatta in strip-planking che vogliono usare per attraversare l’Atlantico a remi (verrà rivestita in fibra di carbonio, prima). Al centro si vede il pannello col tracciato della barca gigante di cui parlo in questo post. Si vedono tutte le sagome delle ordinate e poi in alto la sagoma dell’asta di prua e in basso parte della poppa. È in scala 1:1, per darvi un’idea delle dimensioni.
Alex Norris ha pubblicato questa vignetta sul suo bellissimo profilo Instagram (seguitelo @webcomic_name). Un po’ mi ci sono rivisto, ma spero che vada a finire meglio di così!
“no se hace contrato”
“para chicas”
“Preferiblemente chicas”
“SOLO PARA CHICAS”
“700 €/mes”
“sólo chica”
“Alquilo habitación a chica”
“Piso exclusivo para estudiantes”
“Habitacion por dias o cortas estancias”
“para una chica”
“habitación por días o al mes sólo chicas”
“no parejas”
“Se alquila habitación solo a mujeres o chicas estudiantes”
“preferentemente señoras”
“no hago contrato”
“sólo latinos”
“fianza de 900€”
“personas latinas”
“sin padron ni contrato”
“no se aceptan parejas”
“No se admite entrada a terceros en la vivienda. Sólo chicas si no lo eres no llames”
“para chicas solas”
“sin empadronamiento ni contratos”
“para chica”
“880€/mes”
“piso exclusivamente para dos chicas”
Vi basti sapere che al supermercato non c’era, perciò al posto del mascarpone ho usato queso fresco batido… Ecco, se vi capita di non trovare il mascarpone magari ripiegate su una crostata.
Per portare su più robe senza i problemi di peso che avrei avuto provando a imbarcare i miei attrezzi nella stiva di un aereo, abbiamo deciso di viaggiare via terra.
Tre bagagli per tre anni
Il giorno più economico per viaggiare si è rivelato essere il 31 dicembre (il 25 dicembre a dire il vero sarebbe costato meno, ma saremmo stati entrambi diseredati).
Il tragitto più economico invece si è rivelato essere Milano p.ta Garibaldi – Paris Gare de Lyon in TGV (i sedili erano arancioni e viola, giuro. E per terra c’era la moquette. In treno. La moquette. E nei bagni non c’era il bidet. Francesi puzzoni). Tappa a Parigi gentilmente ospiti del monolocale di Irene (lei non c’era ma non ci saremmo entrati in tre, effettivamente), giusto il tempo di trascinare avanti e indietro le valigie e partenza alla volta di San Sebastian-Donostia con un pullman Eurolines. Dieci ore di autobus, per guadagnare una notte. Il bambino che piangeva c’era, se ve lo stavate chiedendo.
Noi che passiamo il confine tra Paesi Baschi francesi e spagnoli
Chi segue Rita su Instagram sarà al corrente del dramma pre-partenza: l’omino del pullman vede la mia carta d’identità elettronica (fatta nuova pagando quasi trenta euro apposta per non partire con quel foglietto sdrucito che è la carta d’identità italiana cartacea). Ci dice che non l’ha mai vista, ma che l’analogo documento francese non permette di viaggiare all’estero senza passaporto. Panico generale, ma abbastanza sicuri di essere cittadini europei decidiamo di accollarci il possibile casino alla frontiera. Al confine fanno salire un cane antidroga, che però doveva essere meglio informato riguardo i documenti italiani perché non mi ha detto niente. Deve anche aver detto una buona parola al poliziotto francese salito poco dopo che a malapena ha guardato la foto del documento, lasciandosi subito distrarre da un passaporto brasiliano della fila a fianco.