Mezua

Ci è capitato di ricavare per caso una piccola nicchia sul San Juan, nascosta dall’ultima tavola che abbiamo preparato. Abbiamo pensato quindi di mandare un messaggio agli archeologi del futuro.

Pata+Pata

Colonna sonora obbligatoria

Facendo due conti, gli inquilini passati da Casa Saccoman e Casa Pajola in due anni sono stati 8. Di questi ora 5 vivono nella penisola iberica (e saranno 6 dal prossimo anno). Coincidenze? Noi di Voyager crediamo di no. https://www.youtube.com/watch?v=0q_ElkVmC84

Pata, Saul, Pata

La rappresentanza di Barcellona e metà di quella di Lisbona sono venute a trovare quella basca per qualche giorno.

La vista dal monte Ulia, dove c’è una statua di Cristo in stile Rio de Janeiro

Highlight della gita: il parque de Atracciones del monte Igeldo. https://www.monteigueldo.es/atracciones

Fondato nel 1912 (anno in cui è entrata in servizio la funicolare che tuttora fa la spola fino in cima), ha un terzo delle giostre chiuse e metà di quelle aperte sono fatiscenti. Sembra di essere in un luna park bielorusso. Inutile dire che è bellissimo.

Le due giostre migliori:

Il prossimo raduno di ex-coinquilini sarà forse a Madrid questo autunno, restate sintonizzati.

Saubusse

Venerdì scorso hanno chiesto chi volesse essere parte dell’equipaggio-delegazione per un viaggio in Francia, a remi/vela. Che vuoi dire di no?

Tragitto previsto per il sabato: navigazione nel Golfo di Biscaglia da Pasaia alla foce del fiume Aturri (Adour), risalita del fiume con la corrente della marea a favore e arrivo a Saubusse in 12 ore.

‘na passeggiata

Saubusse è un posto molto carino di circa mille abitanti, che ha invitato Albaola alla festa del paese perché ha intenzione di iniziare il restauro di una vecchia barca da carico che una volta era usata per trasportare merci sul fiume.

Ovviamente appena arrivati siamo andati a vederla: traversine di treno al posto delle ordinate

Tutti stra-ospitali, ci hanno offerto aperitivo e cena ma all’andata abbiamo remato parecchio e avevamo il culo quadrato ed eravamo svegli dalle cinque, perciò non siamo rimasti poi molto in giro a far festa.

Discesa domenica, con relativa sveglia alle cinque di nuovo. Traino (per fortuna) giù per il fiume e poi vela (per fortuna) fino a casa.

Sabato:

Domenica:

Ripreso e montato dal sindaco in persona
Un grazie a Mikel che si è fatto tutta la strada sul gommone per poterci trainare in caso di necessità (le ultime due ore del viaggio di andata e le tre ore di discesa del fiume al ritorno)

Oporrak

Oggi è finito il corso di basco dell’euskaltegi. A essere sincero nell’ultimo mese avevo saltato un po’ di lezioni, vuoi perché in Italia, vuoi perché non particolarmente entusiasta dell’insegnante.

Riflettevo sul fatto che mentre ero in Finlandia, dopo circa otto mesi avevo iniziato a essere in grado di comunicare con relativa agilità. Sono qui da cinque e all’essere fluente non mi ci avvicino neanche.

Certo, la situazione è molto diversa: ho il doppio degli anni di allora (quasi), vivo da solo e non in una famiglia che parli solo basco, lavoro tutto il giorno anziché andare a scuola mezza giornata e ho smartphone e portatile con internet anziché lettore mp3 e cellulare Nokia (ergo molte più distrazioni).

Inoltre, la mia motivazione è bassissima (e come ci insegna Balboni, la motivazione è fondamentale nell’apprendimento di una lingua straniera): tutti qui sono perfettamente bilingui. Spesso mi pare addirittura più fluenti in castigliano che in basco. Non è come in Finlandia dove è vero sì che molti parlano inglese, ma mai tra di loro e mai come lingua madre.

Ad ogni modo, farò in modo di studiare un po’ durante queste vacanze e a ottobre conto di iscrivermi nuovamente per proseguire il corso. Nel frattempo, vi aggiorno con l’ultimo verbo che abbiamo studiato, sempre per darvi un’idea di cosa sia l’euskera: ecco a voi “avere”.

UKAN

nik dut / ditut
zuk duzu / dituzu
hark du / ditu
guk dugu / ditugu
zuek duzue / dituzue
haiek dute / dituzte

Perché ci sono due forme? Perché dipende se il complemento oggetto è singolare o plurale, ovviamente.

Inoltre, i più sagaci di voi avranno notato che il verbo “essere” di cui vi avevo parlato all’inizio delle lezioni aveva dei pronomi diversi:

IZAN

ni naiz
zu zara
hura da
gu gara
zuek zarete
haiek dira

Questo perché il basco è una delle poche lingue al mondo (l’unica in Europa) a essere ergativa, ovvero distingue i soggetti dei verbi transitivi da quelli dei verbi intransitivi. https://it.wikipedia.org/wiki/Lingua_ergativo-assolutiva

Made in Hue

Da queste parti passano spesso giornalisti o troupe televisive interessati alla costruzione della replica del San Juan.

In questi giorni è stata qui una troupe tedesca che sta filmando un documentario sul primo giro del mondo (quella di Magellano-Elkano). Al di là delle solite richieste di silenzio per le interviste o di rifare la scena in cui si porta un pezzo sulla barca tre volte, erano simpatici.

Un membro della troupe (Hannes Schuler http://www.schulershome.de)mi ha fatto vedere questo suo documentario su un costruttore di barche vietnamita, che riutilizza le piattaforme di atterraggio per elicotteri prefabbricate abbandonate dall’esercito statunitense durante la guerra. Io sapevo di canoe fatte con metà dei serbatoi di benzina ausiliari lasciati cadere dagli aerei, ma anche questo è affascinante.

Purtroppo è solo in vietnamita con sottotitoli in tedesco, auguri!

Cinton

Eccolo qui finalmente, in tutta la sua bellezza. In realtà non è venuto granché… ma il prossimo sarà certamente più preciso. Spero.

La parte dove stiamo lavorando questo mese è la punta che si vede nel modello qui sotto. Per darvi un’idea del casino.

La Semaine du Golfe

Inizia l’estate e iniziano i festival marittimi. Dal 27 maggio al 2 giugno c’è quello molto famoso di Mor Bihan, in Bretagna. https://www.semainedugolfe.com/La-Semaine-du-Golfe-1652-0-0-0.html

Metà della scuola è là, insieme a molti di Albaola, mentre noi rimasti avremo la possibilità di andare a luglio ad un altro festival, certamente più piccolo ma spero molto carataristico ad A Guarda, in Galizia. https://www.encontroaguarda.com/

Più che altro io ero ancora in Italia quando sono partiti alla volta della Francia e un po’ mi dispiace essermelo perso perché quest’anno erano ospiti d’onore la Norvegia e Venezia (El Felze e Arzanà rappresentavano la delegazione veneziana).

In questa playlist si vedono anche le barche veneziane a un certo punto (e il tamarrissimo video dei russi dello Shtandart)

Il primo “cinton” non si scorda mai

…e forse neanche il secondo.

Per chi non lo sapesse, sono quelle tavole strette ma spesse alternate al fasciame, che abbracciano orizzontalmente le ordinate. Non sapevo neanche come si dicesse in italiano (ho chiesto lumi a Gilberto e mi ha detto “cinta” o “cintone”, che suona in effetti simile).

In inglese si dice wale: https://en.wiktionary.org/wiki/wale#Noun

Oggi, dopo aver fatto un po’ di semplici tavole, ho iniziato col mio primo cinton. Farò una foto più da vicino per farvi capire, ma sappiate che è abbastanza complicato da fare.

Oltre a essere ricavato da assi lunghe svariati metri e spesse dai dieci ai quindici centimetri (facili da spostare, quindi), ha le facce parallele a due a due, ma con sezione a parallelogrammo. Inoltre, ha due scanalature (rabbet) in cui si incastrano le tavole sotto e sopra. Alla fine la sezione è a “T” inclinata.

E ce ne sono TANTE

Come se non bastasse, da questa tavola ne dobbiamo far saltare fuori due, uno per lato, quindi dovremo essere più precisi del solito perché non abbiamo molto margine… Come inizio non c’è male.

Il primo taglio, già con l’inclinazione giusta