Il primo “cinton” non si scorda mai

…e forse neanche il secondo.

Per chi non lo sapesse, sono quelle tavole strette ma spesse alternate al fasciame, che abbracciano orizzontalmente le ordinate. Non sapevo neanche come si dicesse in italiano (ho chiesto lumi a Gilberto e mi ha detto “cinta” o “cintone”, che suona in effetti simile).

In inglese si dice wale: https://en.wiktionary.org/wiki/wale#Noun

Oggi, dopo aver fatto un po’ di semplici tavole, ho iniziato col mio primo cinton. Farò una foto più da vicino per farvi capire, ma sappiate che è abbastanza complicato da fare.

Oltre a essere ricavato da assi lunghe svariati metri e spesse dai dieci ai quindici centimetri (facili da spostare, quindi), ha le facce parallele a due a due, ma con sezione a parallelogrammo. Inoltre, ha due scanalature (rabbet) in cui si incastrano le tavole sotto e sopra. Alla fine la sezione è a “T” inclinata.

E ce ne sono TANTE

Come se non bastasse, da questa tavola ne dobbiamo far saltare fuori due, uno per lato, quindi dovremo essere più precisi del solito perché non abbiamo molto margine… Come inizio non c’è male.

Il primo taglio, già con l’inclinazione giusta

Eguzkia

Chi ha detto che nei Paesi Baschi piove sempre?

Io probabilmente, ma oggi ho lavorato fuori tutta la mattina ed ecco il risultato:

Sea Cloud II

Oggi il museo ha chiuso al pubblico per una visita privata da parte di un gruppo di ricchi pensionati americani.

Ovviamente erano tutti agitati per la visita di questi possibili finanziatori, che comunque hanno pagato 1500€ per l’ora scarsa di visita (incluso un assaggio di txakoli però https://en.wikipedia.org/wiki/Txakoli).

Dei poveracci in effetti non erano, se vanno in giro in crociera con questa: https://en.wikipedia.org/wiki/Sea_Cloud_II

Qui trovate le cabine, nel caso vogliate vederle prima di prenotare per la prossima crociera: https://www.seacloud.com/en/yachts/sea-cloud-ii/cabins/

L’atmosfera ad Albaola è stata paragonata a quella del film “Benvenuto, Mr. Marshall”, commedia neorealista spagnola che racconta di come un piccolo villaggio della Castiglia si prepara per l’arrivo del signor Marshall (quello del famoso Piano), pronti con la “lista dei regali” da chiedergli. https://it.wikipedia.org/wiki/Benvenuto,_Mister_Marshall!

Itzulera

Dopo la settiman(in)a di vacanza si ricomincia: nel teatro si lavorano pezzi di legno mastodontici.

Il blocco in primo piano è un sostegno per l’albero del San Juan

Ma il nostro amato fenwick ha qualcosa che non va, speriamo lo riescano a rimettere in sesto perché senza di lui le tavole da tagliare chi le recupera dalle pile qui fuori? http://acquastanca.eu/2019/02/23/fenuitx/

Italia

Stavolta il titolo va bene!

Sono rimasto pochissimo a casa, ma questa è la prova che in aereo ci sono stato

Purtroppo è stata una toccata e fuga, ma l’ultima settimana di agosto torno un’altra volta sia a Venezia che a Milano/Pavia. Segnatelo sul calendario.

La festa è stata molto partecipata, forse abbiamo raggiunto il record di ospiti a Ca’ Viola. Molto recepito anche il tema: vestiti da persona o evento nata, morta o accaduto il giorno del tuo compleanno. Da rifare.

Grazie a Marghe per il sempre troppo bistrattato selfie-stick

Irlanda

Oggi giorno lavorativo un po’ inutile, tra settimana di guardia e… settimana in Italia!

Beh, in realtà meno di una settimana e con due giorni interi di viaggio… Sarà una sfacchinata mica male, ma rientro per delle buone ragioni:

  • è il compleanno di Rita
  • domenica 26 si vota per le europee
  • non torno a casa (né passo da Venezia) da cinque mesi ormai.

Ho sbagliato a scrivere il titolo del post, penserete. E invece no! Ieri, oggi e domani sono qui due maestri d’ascia irlandesi, come candidati al ruolo di assistente di Brian nella scuola.

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Publiée par Albaola Itsas Kultur Faktoria sur Vendredi 1 mars 2019
Le candidature sono ancora aperte! Richiesta conoscenza dell’inglese.

Purtroppo non ci ho quasi parlato, perché ieri non si lavorava, oggi li ho visti cinque minuti e poi ho lavorato sul San Juan tutto il giorno, dove i contatti col mondo giù da basso sono molto limitati e domani me ne vado in mattinata per andare a prendere l’aereo.

Beh, almeno non sono io a dover scegliere. Comunque sembravano persone interessanti: l’ultimo lavoro di uno è stato in Giappone su non so che yacht del 1927 (mi pare), l’altro invece era in Norvegia in una specie di cantiere-museo in qualche modo simile ad Albaola.

Staremo a vedere, intanto ci si becca a Venezia, o a Milano, o a Pavia o chissà. A presto!

Munduaren amaiera

Ieri domenica lavorativa (sono in settimana di guardia) e che domenica!

Dopo due giorni quasi consecutivi di pioggia, inizio la giornata con una pozzanghera nel dormitorio: piove dal tetto. Scoprirò poi che era un presagio di cattivo auspicio.

Prima cosa da fare è andare a liberare la strada di accesso al museo dai detriti di una piccola frana della collina che sovrasta Albaola. I tombini non scaricano più, ma la pioggia si placa un momento giusto il tempo di farci lavorare. Che culo.

Il mare è marrone, da quanta terra è stata dilavata nel corso della notte.

Poco dopo ricomincia a diluviare, tanto che quando proprio alla pausa pranzo si calma di nuovo un po’ la tempesta, ci tocca andare a seccare le due barche che stanno ormeggiate qui davanti, ormai quasi sul punto di affondare.

Il pomeriggio per fortuna lo passiamo al chiuso, finisco di fare degli scaffali in un sottoscala dove picchio una gran testata contro i gradini. Ma almeno sono all’asciutto.

Stamattina la rampa davanti al museo era così:

Giusto qualche rametto…

Oggi relax, ma devo fare i compiti di basco che alle sei ho lezione e settimana scorsa non sono andato…

Eguneratze

È da un po’ che non vi aggiorno sul proseguimento dei lavori, rimedio subito con un paio di foto.

Inizia a prendere forma il water wag, barca costruita su commissione per un compratore. Già l’anno scorso ne avevano fatto uno, ma a questo ci lavora altra gente.

Dietro si vedono le sagome per montare il fasciame, dietro ancora la poppa della trincadura prende forma

La barca su cui avevo lavorato fino al mese scorso e che vi dicevo essere una trincadura http://acquastanca.eu/2019/02/10/trincadura/ adesso viene chiamata patache.

Su wikipedia c’è una pagina dedicata a questo tipo di barca e si trova un paragrafo dove effettivamente si parla di patatxe che verosimilmente provenivano da Pasaia:

San Juan and San Pedro (1639), Basque and Flemish pataches, respectively, belonging to Juana Larando, the corsair widow from Donostia-San Sebastian, pillaged ships off the coast of France and in the English Channel.

https://en.wikipedia.org/wiki/Patache

Il terzo gruppo è il mio, ma questa settimana non ci ho lavorato. Si prosegue col fasciame, ad ogni modo.

Eraikuntza jolasa

È iniziata la mia watch-week, che è sempre una roulette russa: può capitarti di fare robe fighe o di non avere nulla da fare e poterti dedicare a robe tue…

Mi è andata abbastanza male come primo giorno: servono cinquanta barchette da montare di quelle che si vendono qui nello shop del museo per un laboratorio con dei bambini venerdì.

Indovinate a chi tocca prepararle?